PARAMETRI D’INQUINAMENTO

CAMPI ELETTROMAGNETICI
Alta e bassa frequenza

Sul nostro pianeta da sempre è presente un fondo naturale di radiazioni non ionizzanti (NIR non-ionising radiations), dovuto alle emissioni di campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici del sole, dell’atmosfera e della terra stessa.

Lo sviluppo tecnologico conseguente all’utilizzo dell’elettricità ha introdotto nell’ambiente apparati ed impianti legati alle attività umane che, quando in esercizio, sono sorgente di campi elettromagnetici di intensità dipendente dalle caratteristiche tecniche e di funzionamento.

Le principali sorgenti tecnologiche di campi elettromagnetici in ambiente esterno per l’Alta Frequenza sono gli impianti per le telecomunicazioni e per la radiotelevisione.

Le stazioni radio-base (SRB) per la telefonia cellulare diffondono il segnale in aree limitate ed hanno potenza di entità ridotta: per una copertura del territorio col servizio di telefonia è necessaria una diffusione capillare in ambito urbanizzato.
 Gli impianti radiotelevisivi diffondono invece il segnale su aree più vaste ed hanno potenze emissive più elevate.

Invece fra le sorgenti a Frequenza Estremamente Bassa (ELF) in campo ambientale vi sono gli elettrodotti – ossia l’insieme delle linee elettriche, delle sottostazioni e delle cabine di trasformazione, utilizzate per il trasporto e la distribuzione di energia elettrica – e gli apparecchi alimentati da corrente elettrica (elettrodomestici e videoterminali).
 Per le linee elettriche, maggiore è la tensione e la corrente circolante, maggiore è l’entità del campo magnetico prodotto e quindi presente nelle vicinanze.


La radioattività, o decadimento radioattivo, è un insieme di processi fisico-nucleari attraverso i quali alcuni nuclei atomici instabili o radioattivi (radionuclidi) decadono (trasmutano), in un certo lasso di tempo detto tempo di decadimento, in nuclei di energia inferiore raggiungendo uno stato di maggiore stabilità con emissione di radiazioni ionizzanti in accordo ai principi di conservazione della massa/energia e della quantità di moto.


Le polveri sottili, denominate PM10 (diametro inferiore a 10 µm) ma anche PM2,5, sono delle particelle inquinanti presenti nell’aria che respiriamo. Queste piccole particelle possono essere di natura organica o inorganica e presentarsi allo stato solido o liquido. Le particelle sono capaci di assorbire sulla loro superficie diverse sostanze con proprietà tossiche quali solfati, nitrati, metalli e composti volatili. Le fonti principali di polveri fini sono:

  • fonti naturali
  • incendi boschivi
  • attività vulcanica
  • polveri, terra e sale marino alzati dal vento (il cosiddetto aerosol marino)
  • pollini e spore
  • erosione di rocce
  • fonti antropogeniche
  • traffico veicolare, sia dei mezzi diesel che benzina
  • uso di combustibili solidi per il riscaldamento domestico (carbone, legna e gasolio)
  • residui dell’usura del manto stradale, dei freni e delle gomme delle vetture
  • attività industriale

Le polveri sottili possono essere inalate e penetrare nel tratto superiore dell’apparato respiratorio, dal naso alla laringe.
 Studi epidemiologici, confermati anche da analisi cliniche e tossicologiche, hanno dimostrato come l’inquinamento atmosferico abbia un impatto sanitario notevole; quanto più è alta la concentrazione di polveri fini nell’aria, infatti, tanto maggiore è l’effetto sulla salute della popolazione. Gli effetti di tipo acuto sono legati ad una esposizione di breve durata (uno o due giorni) a elevate concentrazioni di polveri contenenti metalli. Questa condizione può provocare infiammazione delle vie respiratorie, come crisi di asma, o inficiare il funzionamento del sistema cardiocircolatorio. Gli effetti di tipo cronico dipendono, invece, da una esposizione prolungata ad alte concentrazioni di polveri e possono determinare sintomi respiratori come tosse e catarro, diminuzione della capacità polmonare e bronchite cronica. Per soggetti sensibili, cioè persone già affette da patologie polmonari e cardiache o asmatiche, è ragionevole temere un peggioramento delle malattie e uno scatenamento dei sintomi tipici del disturbo.


Il monossido di carbonio è un gas incolore, inodore e insapore. Il monossido di carbonio se respirato in quantità notevoli può  ridurre la capacità di assorbire l’ossigeno, causando gravi danni ai tessuti – spesso potenzialmente fatali. L’avvelenamento da monossido di carbonio è una delle cause dei decessi accidentali.

Il monossido di carbonio è prodotto da elettrodomestici o altri dispositivi che producono fumi di combustione, come quelli che bruciano gas o altri prodotti petroliferi, legna o altri combustibili. Il pericolo si verifica quando il monossido di carbonio si accumula in spazi poco ventilati. Semplici precauzioni possono davvero salvare la vita.


Il termine Wi-Fi, nel campo delle telecomunicazioni, indica una tecnologia ed i relativi dispositivi che consentono a terminali di utenza di collegarsi tra loro attraverso una rete locale in modalità wireless (WLAN) basandosi sulle specifiche dello standard IEEE 802.11. Ogni Access Point è una fonte di campi elettromagnetici a 2,4 GHz o a 5 GHz costante nel tempo. Seppur molto ridotta singolarmente (100 mW di potenza) la presenza di moltissimi dispositivi (Cellulari, Access Point, Hot Spot, Reti aziendali) rischia di creare una potenza elettromagnetica non più trascurabile.


Anidride Carbonica

 

 

 


L’inquinamento acustico è causato da un’eccessiva esposizione a suoni e rumori di elevata intensità. Questo può avvenire in città e in ambienti naturali. Una definizione di inquinamento acustico è: “l’introduzione di rumore nell’ambiente abitativo o nell’ambiente esterno tale da provocare fastidio o disturbo al riposo e alle attività umane, pericolo per la salute umana, deterioramento degli ecosistemi, dei beni materiali, dei monumenti, dell’ambiente abitativo o dell’ambiente esterno o tale da interferire con le normali funzioni degli ambienti stessi”.
 A causare l’inquinamento acustico possono essere fabbriche, cantieri, aeroporti, autostrade, circuiti per competizioni motoristiche, etc.


Per umidità atmosferica s’intende la quantità di vapore acqueo contenuto nell’aria e che proviene dall’evaporazione dell’acqua dalla superficie terrestre per azione della radiazione solare e anche, in piccole quantità, dalla traspirazione delle piante. 
Il vapore acqueo ha un ruolo importantissimo nell’atmosfera, perché dalla sua condensazione si formano le nubi, la nebbia e hanno origine le precipitazioni.
 Il tasso di umidità e la qualità dell’aria all’interno della tua abitazione sono elementi che determinano il confort e la salute della famiglia.