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Loop House Gallery


PROGETTO (II stralcio)

IN CIRCO L’AZIONE

Il progetto utilizza il dispositivo di un’ape car, il tipico camioncino usato dai contadini e dagli ambulanti. Nel quartiere Leuca l’ape trasporta “conoscenze” e crea relazioni, suggerisce percorsi formativi creativi per reagire alla crisi economica, viaggia nel quartiere attivando collaborazioni tra gli abitanti, tra le associazioni interessate alla Rigenerazione del quartiere. I corsi nasceranno a seguito delle necessità evidenziate da una ricerca che utilizzi l’osservazione partecipante e lo sguardo di un artista relazionale. L’ape car non è dunque un semplice mezzo di trasporto, ma diventa piattaforma di scambio e dispositivo riconoscibile nel quartiere, centro di una postazione mobile capace di trasformarsi per rispondere ai bisogni del quartiere con l’idea di produrre nuovi saperi e di mettere in rete le competenze esistenti. L’ape diventa la sede “ambulante” di una scuola di quartiere, che fornisce corsi di studio e momenti di socializzazione intorno ad una idea, desiderio, necessità e aspettativa.




ATTIVITÀ


Il progetto In circol’azione, ha formalmente preso avvio il 13 ottobre 2014 con la prima attivita’ laboratoriale e di ricerca nel quartiere, guidata da Ippolito Chiarello, a cura di Alessandra Pomarico, denominata APE-STORY -LABORATORIO TEATRALE IN LINGUA DIALETTALE: Quartiere Leuca si racconta con attori della tradizione e nuovi attori di ogni età, in collaborazione con la compagnia Il Campanile, residente da oltre 50 anni nel quartiere. Questa prima fase si e’ infatti nutrita di incontri e scambio di materiali, ricerche e esperienze, interna alla piattaforma della rigenerazione urbana e attraverso quei progetti che oltre a procurare servizi, hanno creato relazioni e svelato la ricchezza umana del quartiere. In questa fase l’ape car e’ stata a disposizione delle altre associazioni. Attraverso la fase di ricerca e documentazione, e’ avvenuto l’incontro con la compagnia teatrale Il campanile , compagnia amatoriale multi generazionale, attiva nel quartiere sin dagli anni ’60, erede di un patrimonio di commedie dialettali, con un importante repertorio di spettacoli, ma soprattutto una pietra miliare nel tessuto sociale del quartiere, dove risiede da 50 anni e dove ha formato al teatro generazioni diverse, tra attori amatoriali e pubblico. Una grande famiglia impegnata a mantenere viva la tradizione del teatro vernacolare e la lingua dialettale.
L’attore, regista e pedagogo Ippolito Chiarello della compagnia Nasca teatri di Terra, autore e principale interprete del barbonaggio teatrale, che da anni sperimenta la ricerca di un rapporto sentimentale con il pubblico, si e’ avvicinato alla compagnia del Campanile con una serie di incontri preliminari, da cui e’ nata l’idea comune di sviluppare na collaborazione attraverso un laboratorio teatrale bisettimanale. APE STORy: .Quartiere Leuca si racconta con attori della tradizione e nuovi attori di ogni età.
Il laboratorio gratuito ha preso inizio il 13 ottobre e si e’ concluso il 12 dicembre 2014 , si e’ svolto ogni  lunedì e venerdì dalle 19.00 alle 21.00 c/o Sala teatro Chiesa di San Guido Via Oslavia, 18 Lecce. Al termine del laboratorio la performance finale itinerante per Lecce a bordo dell’ape ha condotto teatro, attori e storie da Via Leuca nelle strade e piazze degli altri quartieri. Il cassone dell’ape (previo trasporto di sedie) e’ stata usata dagli attori come palcoscenico. Il laboratorio ha visto 20 partecipanti, uomini e donne dai 14 ai 71 anni, il gruppo e’ composto da attori della compagnia IL Campanile, attori della Compagnia Ammirata, persone alla prima esperienza teatrale, giovani provenienti dal quartiere assieme ad abitanti di altri quartieri. Il gruppo sta procedendo allo studio di alcuni testi storici della compagnia: Il Campanile, Lu pensionante de Lussu, Lu pattu dellu diaulu, e dal un lavoro sulla canzone popolare Arcu de Pratu. Da questi testi saranno estrapolati 2 scene per sei storie, che gli attori ambulanti metteranno in scena nei teatrini improvvisati nei quartieri. Il lavoro sul corpo, sulla voce, sulla lingua e la drammaturgia, sulla messa in scena come sulle scenografie nasce da un vero e proprio incontro tra tradizione e innovazione, in cui tecniche e approcci diversi si decostruiscono vicendevolmente, e si ri costruiscono attraverso nuove narrazioni.
La performance finale si e’ tenuta 12 dicembre 2014 dalle ore 19 da Via Leuca a Piazza Sant’Oronzo con tappe intermedie. Il titolo del lavoro e’ I UASTASI DE SAN GUIDO – Storia di un campanile. Lo spettacolo nato da questa collaborazione ha avuto nel corso del 2015 repliche informali in altre zone della citta’, come forma di restituzione del processo costruito e del progetto di drammaturgia finale realizzato in vernacolo.

In circol’azione, a scuola sull’ape:, si e’ dunque man mano articolato come un racconto etnografico informale, uno studio del quartiere multietnico e multiculturale e una ricognizione delle realta’ che proprio grazie al programma integrato di rigenerazione urbana hanno portato alla creazione di gruppi misti tra migranti e autoctoni, come l’Orchestra Popolare di via Leuca. Diverse visite di studio e contatto dell’attore e performer Silvio Gioia con queste realta’ e una progettualita’ avviata in diverse visite con gli Sprar (spazi di protezione rifugiati e richiedenti asilo) del territorio salentino hanno condotto alla fase conclusiva del progetto con la tappa di Apecaravanserraglio del Quartiere Leuca, Storie, musiche, ombre, luci da tre continenti su tre ruote, guidato da Silvio Gioia (SilviOmbre/ Roma) e Francesca Radazzo (Principio Attivo Teatro/Lecce) a cura di Alessandra Pomarico (Loop House).
Con questa ulteriore immersione laboratoriale e performativa, l’ape car ritorna ad essere avamposto di ricerca-azione sulla realtà attraverso il filtro espressivo e socializzante del teatro. Questa volta la sperimentazione e’ dedicata al tema della meta e dell’approdo come momento finale di un viaggio, e ricominciamento in un altro luogo. La riflessione si nutre delle storie e dei suoni delle popolazioni migranti che abitano la nostra citta’ e qui cercano asilo; dell’esercizio di solidarieta’, condivisione di storie e della ricerca di elementi di comunanza anche attraverso le differenze. Il teatro di immagini e la musica hanno un forte potere di aggregazione e coesione sociale, e sono in grado di accumunare al di la’ della lingua e delle diversa appartenenze sociali o nazionali. Questa volta la relazione forte col quartiere si nutre della collaborazione con L’orchestra popolare di via Leuca, anch’essa creatasi all’interno del Programma Integrato di Rigenerazione Urbana di via Leuca, costituita da musicisti di origini diverse e differenti back ground musicali, e dalla collaborazione con alcuni beneficiari dello SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) “Gus Arcobaleno” di Lecce, residenti nella zona. 
Attraverso questi interpreti, il teatro ritorna ad abitare la piazza, l’agorà, luogo pubblico di discussione. L’attore diventa lo strumento di una riflessione, esistenziale, civica, politica che altrove non avviene. E in questo processo ha la responsabilità di rendere consapevole anche il pubblico, che non è il termine passivo della relazione, ma è sua parte attiva e fondante. Lo spettatore viene coinvolto, attivato nella riflessione, e in un ascolto diretto e profondo.

Guidato da Silvio Gioia (SilviOmbre/ Roma) e Francesca Radazzo (Principio Attivo Teatro/Lecce) a cura di Alessandra Pomarico (Loop House) L’Apecaravanserraglio del Quartiere Leuca, Storie, musiche, ombre, luci da tre continenti su tre ruote, e’ stato un percorso che ha avuto come punto nodale il tema del cammino e dell’incontro tra persone di varia provenienza geografica, diverse culture, diverse realtà sociali, tutte accomunate dalla presenza sul territorio di Lecce e dell’incontro tra diverse arti e tecniche artistiche: immagine e musica, luce e ombra, arte europea, asiatica e africana. «Gli attori e partecipanti hanno immediatamente fatto proprio questo tema interagendo attivamente e spontaneamente alle proposte del laboratorio e meglio definendo così il “camminare” che diventa “andare verso qualcosa, tendere verso nuovi obiettivi, nutrire nuovi desideri”. Un’azione che riguarda tutti indistintamente, nonostante la differenza di età, genere o provenienza, per scoprire che tutti siamo un po’ migranti»- – dicono Silvio Gioia e Francesca Randazzo. Come nella messa in scena de “La Storia del Soldato”, collaborazione tra Bertolt Brecht e Kurt Weill, in cui lo spettacolo itinerante avveniva nel cassone di un camioncino che portava attori e musicisti di città, qui l’Ape car funge da palcoscenico di un teatro delle ombre molto particolare, che presenterà in forma immaginifica storie e suoni che arrivano da lontano o da molto vicino.


L’Apecaravanserraglio del Quartiere Leuca si e’ svolto in diversi momenti:

• 23-29 ottobre 2016, residenza e laboratorio di formazione sulle tecniche di base del teatro delle ombre, con costruzione di oggetti di scena, e uso del corpo e della voce; laboratorio di creazione delle storie a partire dalle narrazioni personali, e dall’elaborazione di storie emblematiche esistenti in varie culture; tecniche attoriali di cantastorie; creazione di un repertorio musicale e di suoni originali in collaborazione con i musicisti dell’orchestra popolare di Via Leuca;
• 28 e 29 ottobre 2016 incursioni flash mob nel quartiere (scuole, parchetti e luoghi di aggregazione)
• 30 ottobre 2016, ore 15,30 parata di suoni e musiche a partire dal Liceo Statale “Pietro Siciliani” (via Di Leuca) da dove partirà la carovana che attraverserà le vie del quartiere diretta a Porta San Biagio. Qui, nella piazza antistante la porta, appena ristrutturata si replica alle 18,30 e alle 20,00 con lo spettacolo realizzato durante il laboratorio. In scena gli attori Liltrez (Nigeria), Ibrahima (Guinea Bissau), Amadou (Gambia), Amara (Mali), Kaled (Egitto), Augustine (Nigeria), Alieu (Gambia) con le musiche originali a cura dell’Orchestra Popolare di Via Leuca e Il teatro delle ombre di Silvio Gioia. . 



 
 
 
 
 
 

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